Monthly Archives: Settembre 2026

Il Surrealismo su misura: quando Salvador Dalí e Gala trasformarono la moda in arte

A Palazzo Reale di Milano la mostra “Dalí e la moda” racconta come l’artista spagnolo e la sua musa abbiano sovvertito l’idea di stile, trasformando abiti, accessori e la propria immagine in una performance permanente.

Una vita vissuta al cento per cento, senza rinunciare  alla libertà di inventarsi. È forse questo il primo insegnamento che si porta con sé uscendo dalla mostra “Dalí e la moda”, in corso a Palazzo Reale a Milano fino al 31 gennaio 2027. Salvador Dalí lo conosciamo tutti, almeno come personaggio e come interprete chiave del movimento surrealista. Ma la mostra milanese permette di guardare oltre l’immagine più conosciuta del pittore spagnolo, nato nel 1904 e morto nel 1989, e di scoprire quanto il suo universo artistico fosse legato anche alla moda, alla fotografia, alle apparizioni pubbliche e alla costruzione della propria immagine. Più che un semplice percorso tra opere e abiti, la rassegna racconta infatti un artista che ha fatto della propria persona una parte integrante dell’opera. Per Dalí l’abbigliamento non è soltanto qualcosa da indossare: è un linguaggio, un modo di comunicare, di trasformarsi, di stupire e, soprattutto, di esprimere se stessi. È un’idea che appartiene profondamente alla sua storia.

Il potere della moda, Dalí lo scopre fin da bambino, attraverso un’esperienza rimasta impressa nella sua immaginazione: un regalo, un travestimento da re con tanto di mantello e corona. Quell’esperienza, immortalata anche in una fotografia del piccolo Salvador, sembra aprire una porta sul suo animo eclettico e sulla sua capacità di trasformare la realtà in spettacolo. Il richiamo di quella prima metamorfosi resterà una sorgente viva nel corso della sua vita. La mostra milanese, con oltre 200 opere e materiali tra dipinti, disegni, fotografie, video d’epoca, abiti, accessori, gioielli e documenti, permette di seguire proprio questa sua originale evoluzione. Il percorso della mostra attraversa la vita dell’artista e il suo personalissimo modo di costruire immagini e identità. Le opere raccontano le sue passioni e i suoi affetti, prima di tutto la moglie Gala (1894-1982), conosciuta nel 1929 e già moglie di Paul Éluard, ma anche la sorella, il padre e lo stesso Dalí, protagonista instancabile dei propri autoritratti. Dalí stupisce anche per la sua capacità di amare e per il modo in cui riesce a coinvolgere Gala nella sua vita artistica. Tra i due c’è un legame autentico, intenso e anche divertito, una complicità leggera ma allo stesso tempo fuori dal comune, che si distacca dalle convenzioni. Si conoscono nel 1929 e Gala diventa per Dalí compagna di vita, musa ispiratrice e presenza fondamentale nel suo percorso artistico. Lui la ritrae innumerevoli volte. Gala è una donna dalla personalità forte e raffinata, capace di stare accanto all’artista e di condividere con lui quella libertà di espressione che diventa parte della loro vita e della loro immagine.

 

Anche attraverso la moda, la coppia costruisce la propria identità. Il guardaroba di Gala, donna dal look stupefacente e dalla personalità altrettanto forte, comprende stupendi capi di alta moda e prêt-à-porter realizzati da alcuni tra i più importanti stilisti europei e americani del Novecento. Il guardaroba di Gala raccoglie pezzi firmati da maestri couturier come Christian Dior, Elsa Schiaparelli, Gabrielle Chanel, Hubert de Givenchy, Pierre Cardin, Gucci ed Emilio Pucci. 

Gala, indossa il cappello scarpa di Schiapparelli. Fra moda e Surrealismo

Per Gala, in particolare, Elsa Schiaparelli rappresenta un incontro naturale. Indossare le sue creazioni significa portare nella vita quotidiana quella stessa libertà di immaginazione che appartiene al surrealismo. Ed è proprio nel rapporto tra Dalí e Schiaparelli che arte e moda trovano uno dei loro punti di contatto più evidenti. La collaborazione tra l’artista e la stilista dimostra come un abito possa diventare qualcosa di più di un oggetto da indossare: può trasformarsi in immagine, provocazione, racconto. Emblematico è  l’Abito Aragosta, concepito insieme a Elsa Schiaparelli nel 1937. Da qui, attraverso la liaison con l’editoria, dalle copertine di Vogue alle campagne pubblicitarie, la moda diventa per Dalí una vera estensione della propria poetica e una forma d’arte fruibile. Dalí utilizza la moda come espressione e il suo guardaroba ne è traccia indelebile: è eclettico, teatrale, costruito per accompagnare performance, fotografie e apparizioni pubbliche. Bretelle, cravatte, bastoni da passeggio, cappelli, bigiotteria e persino parrucche diventano strumenti con cui personalizzare in modo stravagante il proprio aspetto. E poi ci sono i baffi, forse il dettaglio più immediatamente riconoscibile della sua immagine. Anche il volto diventa così parte di una messa in scena consapevole. Dalí non si limita a dipingere il surrealismo: in qualche modo lo indossa, lo porta sul proprio corpo, lo trasforma in una presenza pubblica. È qui che la mostra diventa particolarmente interessante. Il suo tema non è soltanto la moda nella vita di Dalí, ma il modo in cui l’artista ha intuito molto presto le potenzialità espressive e comunicative dell’abbigliamento e dell’immagine. Dalla fotografia all’invenzione dei suoi iconici baffi, dall’atteggiamento dandy agli allestimenti teatrali, dalle collaborazioni con le riviste di moda fino agli incontri con i grandi couturier, ogni elemento contribuisce alla costruzione di un’identità artistica riconoscibile. La moda, per Dalí, è dunque vita, libertà ed espressione di sé. Ma è anche la possibilità di uscire allo scoperto, di scegliere come mostrarsi agli altri e di trasformare l’apparenza in una forma di racconto. Questo è forse l’aspetto più affascinante della mostra: vedere come, nel mondo di Dalí, il confine tra arte e vita diventi un velo sottile. Un abito può diventare un’opera, una fotografia può trasformarsi in una performance, un accessorio può diventare un segno distintivo. E la persona stessa può diventare, attraverso il modo di vestirsi e di apparire, parte dell’opera. Uscendo da Palazzo Reale resta allora una visione più ampia dell’artista. Non soltanto il pittore surrealista dalle immagini impossibili e dai celebri baffi, ma un autore capace di comprendere quanto l’immagine personale potesse essere potente. Dalí ha fatto della propria esistenza un grande spazio creativo, nel quale arte, moda, amore e spettacolo potevano convivere. E forse è proprio questa la suggestione più contemporanea della mostra: l’idea che vestirsi e mostrarsi non siano gesti banali, ma possano diventare strumenti per raccontare chi siamo, chi vogliamo essere e, qualche volta, chi abbiamo il coraggio di diventare.

“Dalí e la moda”, a cura di Laura Bartolomé e Judith Clark, è aperta al pubblico a Palazzo Reale, piazza Duomo 12, Milano, fino al 31 gennaio 2027. Orari: tutti i giorni dalle 10 alle 19.30, giovedì fino alle 22.30; lunedì chiuso. Ingresso 15 euro, ridotto 13 euro. Catalogo Skira. Informazioni su palazzorealemilano.it e dalielamoda.it.

 

Accademia del Profumo 2026, il beauty va in scena alla Scala

Il profumo celebra la sua notte più glamour al Teatro alla Scala, dove, nel gran finale della quinta Milano Beauty Week, sono stati svelati i vincitori del Premio Accademia del Profumo 2026. A conquistare il titolo di Miglior Profumo dell’Anno, scelto dai consumatori, sono Miss Dior Essence per lei e per lui.  Tra le altre fragranze premiate, Miu Miu Miutine e Terre d’Hermès Eau de Parfum Intense per la Migliore Creazione Olfattiva, mentre il riconoscimento Made in Italy va a My Devotion Eau de Parfum Intense di Dolce&Gabbana Beauty e Intenso di Basilico di Carthusia. Sul fronte packaging vincono Serpentine di Roberto Cavalli e Light Blue pour Homme Eau de Toilette di Dolce&Gabbana. Tra le altre categorie, Havana Gold di Dries Van Noten si aggiudica il premio per la Collezione Esclusiva Grande Marca, Black Karak di Borntostandout quello per il Profumo Artistico e Novae Vanilla di Atelier des Ors per il Profumo Artistico Indipendente. Per l’ambiente trionfa Tabac Kentucky di By Kilian Paris, mentre il premio Lifestyle va a Sweet Tooth by Sabrina Carpenter – Me Espresso.

La Migliore Comunicazione premia infine Chance Eau Splendide di Chanel e Terre d’Hermès Eau de Parfum Intense. A chiudere la serata, il concerto Essenza di bellezza dell’Accademia Teatro alla Scala, in un incontro tra profumeria, musica e cultura.

dott. solari cosmetics: Claudio Lapenna entra nel team tecnico

Trent’anni di esperienza tra hairstyling, colore e formazione: Claudio Lapenna è il nuovo Colorist Hairstylist di dott. solari cosmetics.C’è un nuovo nome nel team tecnico-stilistico di dott. solari cosmetics. È quello di Claudio Lapenna, hairstylist e colorist, volto noto sui social, top hair influencer con il tag @hairbeautylapenna e, soprattutto, con una lunga esperienza nel settore hair, beauty e fashion. La scelta di Lapenna si inserisce perfettamente nel percorso di crescita di dott. solari cosmetics. «Siamo sicuri che la passione e l’amore che riesce a trasmettere per il suo lavoro saranno un esempio e uno stimolo per continuare ad apprendere attraverso la formazione. Per l’azienda il suo ingresso rappresenterà inoltre un supporto fondamentale per lo sviluppo di nuovi prodotti e nell’assistenza ai nostri clienti», dichiarano con soddisfazione Pietro Solari e Marta Maradini (Marketing & Communication Manager). Claudio guiderà la formazione dedicata al colore e contribuirà allo sviluppo tecnico e all’innovazione di prodotto, per dare ai percorsi didattici un upgrade notevole, fatto di confronto tra competenza, ricerca e creatività.

Milano Beauty Week 2026, la bellezza secondo il nuovo lusso dell’essenziale

Dal 16 al 20 settembre Milano torna a essere la capitale italiana della cosmetica. E tra hair spa, rituali anti-frizz, styling e momenti di solidarietà, la Milano Beauty Week 2026 racconta al grande pubblico un concetto di bellezza meno costruito, più consapevole.

C’è una parola che quest’anno attraversa Milano, entra nei palazzi storici del centro, nei beauty cube, nei pop-up e nelle esperienze dedicate alla cura di sé. È essenzialità. Non è un caso che sia proprio questa la parola scelta per la quinta edizione della Milano Beauty Week, in programma dal 16 al 20 settembre 2026. Perché mentre il beauty continua a moltiplicare formule, texture, tecnologie e rituali, la domanda sembra diventare sempre più semplice: di cosa abbiamo davvero bisogno? La risposta, naturalmente, non è una sola. E forse è proprio questo il senso della Beauty Week, manifestazione promossa da Cosmetica Italia in collaborazione con Cosmoprof ed Esxence, che per cinque giorni porta la cosmetica fuori dai suoi luoghi abituali e la trasforma in esperienza, cultura, intrattenimento e incontro. Milano diventa così una grande mappa della bellezza contemporanea. Palazzo Giureconsulti, Palazzo Castiglioni, Palazzo Bovara e le numerose installazioni diffuse nel centro diventano tappe di un racconto che comprende skincare, make-up, profumeria, ricerca, sostenibilità e, naturalmente, capelli. Ed è proprio il mondo hair a offrire una delle letture più interessanti di questa edizione.

La nuova bellezza dei capelli parte dalla cura

Per molto tempo abbiamo pensato ai capelli soprattutto attraverso il risultato finale: una piega impeccabile, un colore brillante, una superficie lucida, il volume giusto. Oggi, invece, il linguaggio dell’hair beauty sembra essersi spostato un passo indietro, verso ciò che viene prima dello styling.

La domanda non è più soltanto come voglio che siano i miei capelli?, ma anche come posso prendermene cura? È una differenza sottile, ma importante. E la Milano Beauty Week la mette in scena attraverso esperienze molto diverse tra loro.Il caso più evidente è quello di ghd, che dal 16 al 20 settembre porta a Milano lo Sculpt Salon, un concept di Hair Spa realizzato all’interno del salone Frank Provost di Porta Venezia. Qui la parola styling convive con diagnosi della cute, massaggio, trattamento detox, tecnologia LED e percorsi ristrutturanti, in un’esperienza che coinvolge anche il mondo K-Beauty di Yepoda. Il messaggio è interessante perché racconta una trasformazione già in corso: il salone non è più soltanto il luogo in cui si va a tagliare o mettere in piega i capelli, ma può diventare uno spazio dedicato al benessere della persona. E in questa nuova grammatica beauty il cuoio capelluto acquista un ruolo sempre più centrale.

Dal crespo al gloss: la performance diventa rituale

Se c’è un nemico democratico dell’hair beauty, è l’umidità. Lo sa bene Color Wow, che durante la Beauty Week porta in Piazza San Babila il proprio universo dedicato alla gestione dell’effetto crespo e alla luminosità dei capelli. Il pop-up, attivo dal 16 al 20 settembre, permette di incontrare hairstylist e ricevere consulenze personalizzate. È un appuntamento apparentemente molto diverso dall’Hair Spa di ghd, ma il filo conduttore è lo stesso: il prodotto non viene più presentato semplicemente come oggetto da acquistare, bensì come parte di una routine personalizzata.

Lo stesso vale per ALAMA Professional, presente dal 18 al 20 settembre in Piazza Mercanti con un Beauty Cube dedicato alla campagna “Se m’ama, è ALAMA” e alla linea Anti Frizz & Gloss. E poi c’è Syoss, che dal 17 al 19 settembre porta in Via Mercanti un’esperienza articolata fra Hair Care, Color e Styling. Il confine tra trattamento e risultato estetico si fa sempre più sottile: prendersi cura dei capelli significa anche renderli belli, luminosi, disciplinati, facili da gestire. È forse questa la parte più contemporanea del racconto hair della Beauty Week: la performance non scompare, ma viene incorporata nel rituale di cura.

 

Il salone esce dal salone

C’è poi un’altra trasformazione, più culturale che cosmetica. Durante la Milano Beauty Week il mondo dell’acconciatura esce dal salone e incontra la città.

Fanola, per esempio, dal 17 al 19 settembre porta il proprio universo in Corso Garibaldi con consulenze, trattamenti, soft retouch e masterclass di styling. Ma sabato mattina succede qualcosa di ancora più interessante: dalle 10.30 alle 13 il pop-up si trasforma in un soft club, con DJ set e styling.

È una formula che dice molto di come sia cambiato il rapporto con la bellezza. Non più soltanto servizio, ma esperienza da condividere. Anche Yves Rocher sceglie una modalità itinerante: dal 17 al 19 settembre una cargo bike dedicata all’haircare attraversa alcune delle vie più centrali di Milano, portando la conversazione su capelli e cuoio capelluto direttamente nello spazio urbano. Il beauty, insomma, non aspetta più necessariamente il consumatore dentro un negozio. Gli va incontro.

Quando i capelli diventano una storia di persone

Ma c’è un appuntamento in cui il significato del mondo hair cambia completamente. È Love is in the Hair, parte del percorso charity della Milano Beauty Week e legato al progetto La forza e il sorriso, che organizza laboratori di bellezza gratuiti per persone in trattamento oncologico. Qui il gesto dell’hairstylist assume un valore diverso. Sistemare i capelli, dedicare tempo a una persona, restituire la sensazione di sentirsi bene con la propria immagine non sono più semplicemente azioni beauty. Diventano cura. Ed è forse proprio questo il punto in cui la parola “essenzialità” scelta per l’edizione 2026 smette di essere un concetto astratto e diventa concreta. La bellezza può essere un prodotto, una tecnologia, una piega. Ma può anche essere un gesto umano.

Cinque giorni per vedere dove sta andando il beauty

La Milano Beauty Week non è una fiera nel senso tradizionale del termine. È più simile a un osservatorio temporaneo sul modo in cui stiamo cambiando il nostro rapporto con la bellezza. Per questo vale la pena attraversarla anche senza una lista precisa di cose da comprare.

Il 16 settembre, giorno di apertura, è quello in cui iniziare a esplorare la geografia della manifestazione, partendo dagli hub centrali e dal pop-up Color Wow, oltre all’esperienza ghd.

Il 17 settembre il racconto hair entra nel vivo con e Fanola, mentre il centro di Milano diventa una successione di esperienze beauty.

Il 18 settembre si aggiunge ALAMA Professional e la Beauty Week assume sempre più la forma di un percorso fra cura, styling e nuove esperienze.

Il 19 settembre è la giornata più ricca di contaminazioni: dal soft club mattutino di Fanola agli appuntamenti charity, fino alla Beauty Saturday Night, che porta la manifestazione nella dimensione serale.

E poi, il 20 settembre, la Beauty Week chiude il suo percorso tornando alla cultura con l’appuntamento conclusivo al Teatro alla Scala, dove è previsto il concerto Essenza di bellezza dell’Orchestra e dei Solisti dell’Accademia Teatro alla Scala, insieme alla cerimonia del Premio Accademia del Profumo 2026.

Un finale quasi simbolico: dopo cinque giorni di prodotti, rituali, formule, profumi e capelli, la bellezza torna a essere soprattutto un’esperienza culturale.

E forse il vero trend è smettere di inseguire la perfezione

Guardata attraverso il mondo dei capelli, la Milano Beauty Week 2026 racconta una direzione precisa, senza bisogno di proclamarla come una nuova tendenza. La bellezza dei capelli passa sempre più dalla qualità della cura. Dalla cute alla fibra, dall’anti-frizz alla luminosità, dalla consulenza professionale allo styling, il capello non è più soltanto qualcosa da trasformare. È qualcosa da conoscere. E forse è proprio qui che l’essenzialità acquista il suo significato più contemporaneo. Non necessariamente avere meno. Avere ciò che serve, sapere perché lo si usa e trasformare anche il gesto più quotidiano in un momento di cura. È una definizione molto milanese della bellezza: concreta, sofisticata, senza troppi fronzoli. E per cinque giorni, nel cuore di Milano, sarà possibile vederla da vicino.

AIPP Awards 2025-2026: la premiazione a Madrid il 15 novembre 2026

Gli AIPP Awards, considerati dal 1997 la “Notte degli Oscar” della coiffure e della beauty artistry, tornano a Madrid. Il prestigioso riconoscimento internazionale, organizzato dall’Association Internationale Presse Professionnelle Coiffure (AIPP) — associazione che riunisce testate giornalistiche professionali del settore hair di tutto il mondo — si terrà domenica 15 novembre 2026 presso IFEMA Madrid, nell’ambito di SALÓN LOOK 2026. La cerimonia sarà ospitata all’interno dell’Effervescene Show, confermando l’appuntamento madrileno come uno dei momenti di maggiore rilievo nel calendario internazionale della coiffure d’autore.

AIPP Awards 2026: le 7 categorie in gara

Per l’edizione 2025-2026, hairstylist, saloni e creativi di livello internazionale si sfideranno in sette categorie: Best Avant-garde, Best Commercial, Best Color, Best Men, Best Digital, Best Young Talent e Best Video.

Ecco i finalisti

Capelli post vacanza: i consigli di Alberto Di Domenico, Direttore Artistico di JOICO Italia

Alberto Di Domenico

Sole, salsedine, cloro, vento e lavaggi più frequenti: al rientro dalle vacanze, i capelli possono mostrare tutti i segni dell’estate. La fibra capillare appare spesso più secca, opaca e fragile, le lunghezze risultano aride, le punte più sfibrate e anche la piega può perdere definizione e luminosità.

Dopo settimane di esposizione agli agenti esterni, è quindi il momento di dedicare alla chioma qualche attenzione in più e adottare una routine capelli post vacanza pensata per nutrire, riparare e restituire equilibrio alla fibra.

Capelli dopo le vacanze: perché appaiono più secchi e sfibrati?

Durante l’estate, i capelli sono sottoposti a diversi fattori di stress che, sommati tra loro, possono comprometterne progressivamente aspetto e resistenza.

“Quando rientriamo dalle vacanze, i capelli possono presentarsi più secchi e meno elastici proprio perché sono stati esposti a sole, acqua salata, cloro e lavaggi frequenti. In questa fase è importante restituire alla fibra ciò di cui ha bisogno, lavorando non solo sulla morbidezza e sulla luminosità, ma soprattutto sulla sua forza e sulla sua elasticità”, spiega Alberto Di Domenico, Direttore Artistico di JOICO Italia.

Come prendersi cura dei capelli al rientro dalle vacanze

Il post vacanza è il momento ideale per rivedere la propria haircare routine e passare da una semplice cura quotidiana a un percorso più mirato. L’obiettivo è riparare i capelli danneggiati dal sole, nutrire le lunghezze e aiutare la fibra a ritrovare morbidezza, elasticità e luminosità.

Il primo passo è scegliere una detersione delicata, evitando di stressare ulteriormente la fibra. A questa è importante affiancare trattamenti condizionanti e maschere nutrienti, concentrandosi soprattutto sulle lunghezze e sulle punte, le zone che tendono maggiormente a mostrare i segni dell’estate.

Anche lo styling merita qualche attenzione in più. Limitare, quando possibile, l’utilizzo di phon, piastre e altri strumenti a caldo e applicare sempre un prodotto termoprotettivo può aiutare a preservare la fibra e a evitare di aggiungere ulteriore stress a capelli già provati.

La parola chiave è costanza

Per recuperare l’aspetto dei capelli secchi e sfibrati dopo l’estate, non servono necessariamente gesti complessi: è soprattutto la costanza a fare la differenza. Una routine mirata, abbinata a una maggiore attenzione durante il lavaggio e lo styling, permette di accompagnare progressivamente i capelli verso una condizione di maggiore equilibrio.

“Il capello dopo l’estate ha bisogno di essere trattato con attenzione e costanza. Non si tratta solo di migliorarne l’aspetto, ma di intervenire sulla qualità della fibra per ritrovare una chioma più forte, elastica e luminosa. Il rientro dalle vacanze può diventare così l’occasione perfetta per ripartire con una nuova routine e restituire ai capelli tutta la loro vitalità”, conclude Alberto Di Domenico.

Dopo l’estate, quindi, è il momento di ascoltare le esigenze dei propri capelli e costruire una routine personalizzata: meno stress, più nutrimento e trattamenti mirati possono aiutare la chioma a ritrovare progressivamente forza, elasticità e luminosità.

A casa e in salone

Per accompagnare il recupero dei capelli dopo l’estate, JOICO propone K-PAK, la linea dedicata ai capelli danneggiati, deboli e stressati, arricchita dall’innovativa tecnologia liposomiale JOICOSmartRelease. La sua formula agisce in modo mirato per riparare in profondità, rinforzare e proteggere i capelli, aiutandoli a ritrovare forza, morbidezza e luminosità. In salone, il K-PAK Professional Hair Repair System propone invece un trattamento professionale in quattro passaggi, pensato per agire sulla fibra e restituire ai capelli forza, morbidezza e luminosità. Pensato per capelli danneggiati, deboli e stressati, è un vero trattamento da salone in 4 passaggi che agisce in profondità sulla fibra capillare, attraverso detersione profonda, sigillatura della cuticola, ricostruzione e idratazione.

 

Alfaparf Milano Professional è Official Hair Partner di X Factor 2026

Una nuova liaison tra beauty e musica: Alfaparf Milano Professional, brand italiano di haircare professionale, e X Factor si incontrano per la nuova edizione del talent show, in onda per tredici puntate in prima serata su Sky Uno e NOW, dal 10 settembre al 3 dicembre 2026, nell’anno in cui il programma festeggia le sue 20 edizioni. Il brand hair sarà Official Hair Partner dei Live Show e della Finale, firmando gli hair look dei 12 concorrenti e del corpo di ballo e facendo dell’hairstyling una parte integrante dell’identità scenica degli artisti. A guidare il team di 11 hairstylist nel backstage sarà Rudy Mostarda, Global Creative Director di Alfaparf Milano Professional. Spot dedicati e contenuti social racconteranno i segreti dei look e del backstage. Un incontro che porta l’expertise di Alfaparf Milano Professional sul palco di uno degli show musicali più amati dal pubblico italiano, dove capelli, creatività e performance diventano parte dello stesso racconto.