{"id":7338,"date":"2021-06-07T08:52:54","date_gmt":"2021-06-07T07:52:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salon-international.net\/wp\/?p=7338"},"modified":"2021-06-07T08:52:54","modified_gmt":"2021-06-07T07:52:54","slug":"vendita-e-comunicazione-levoluzione-delle-commerce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salon-international.net\/wp\/?p=7338","title":{"rendered":"Vendita e comunicazione: l\u2019evoluzione dell\u2019e-commerce"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.salon-international.net\/wp\/wp-content\/uploads\/images.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7340\" src=\"http:\/\/www.salon-international.net\/wp\/wp-content\/uploads\/images-300x144.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"144\" srcset=\"https:\/\/www.salon-international.net\/wp\/wp-content\/uploads\/images-300x144.png 300w, https:\/\/www.salon-international.net\/wp\/wp-content\/uploads\/images.png 324w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E-commerce: da canale di vendita a mezzo comunicazione che interagisce con il cliente quasi in tempo reale. Il digitale, dicono gli esperti, sar\u00e0 la pi\u00f9 grande opportunit\u00e0 per l\u2019industria della moda. I due asset principali per competere in un mercato che entro il 2022 potrebbe valere 710 miliardi di dollari sono: immagini che sappiano trasmettere i valori delle aziende e i trend del momento, supportate da una tecnologia che mette al centro il cliente a cura del Data Lab di BOOM Image Studio Partiamo da un concetto: \u201cFare un acquisto \u00e8 un\u2019azione emotiva\u201d. E in settori come la moda lo \u00e8 ancora di pi\u00f9.<!--more--><\/p>\n<p>L\u2019e-commerce, dunque, deve \u201ccatturare\u201d l\u2019utente con immagini accattivanti, oltre che con un\u2019esperienza sempre pi\u00f9 personalizzata e simile a quella del negozio fisico. Se in passato i negozi online erano caratterizzati da foto tutte uguali, in cui le modelle erano \u201ctagliate\u201d a livello del collo perch\u00e9 le clienti si immedesimassero il meno possibile, per risultare neutre e mettere in risalto soltanto il capo, oggi tutto \u00e8 cambiato. A fare la differenza, in questo caso, sono stati i marchi del fast fashion. Importanti online players come Maches, Ssense, MyTheresa, Net A Porter hanno creato le sezioni editorial a supporto dell&#8217;e-commerce. Zara \u00e8 stato uno dei primi a trasformare gli still life dell\u2019e-commerce in vere e proprie campagne, una per ogni capo, con foto ambientate e modelle\/modelli famose\/i. Scatti che rispecchiano in pieno lo stile di vita, i valori, la personalit\u00e0 che il brand vuole associare a s\u00e9. Il successo dell\u2019e-commerce spinge i brand a reinventare la propria identit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con la pandemia, l\u2019e-commerce si \u00e8 trasformato nel primo canale di vendita per la moda e tutti, anche i marchi che non erano forti online, si sono dovuti adeguare. Il 30% degli executive intervistati da McKinsey per la McKinsey Global Fashion Index Analysis 2021 sostiene che il digitale sar\u00e0 la pi\u00f9 grande opportunit\u00e0 per l\u2019industria della moda. Secondo i dati del rapporto The Fashion and Apparel Industry, il fatturato mondiale dell&#8217;e-commerce dovrebbe aumentare dai 481,2 miliardi di dollari del 2018 a oltre 710 miliardi entro il 2022. A crescere non saranno le vendite retail, ma quelle digitali. Proprio per questo diventa sempre pi\u00f9 importante lavorare sull\u2019immagine online e coordinata del brand: a partire dalle foto, tutti i marchi, finalmente, stanno creando contenuti cross canale che comunichino l\u2019identit\u00e0 dell\u2019azienda. Chi per primo ha catturato questo cambio di passo, e ha creato l\u2019immagine degli e-commerce multibrand in primis e poi di brand come Zara e Mango, non solo ha usato un\u2019altissima qualit\u00e0 della fotografia, ma soprattutto ha trasmesso nel visual dei valori nei quali gli utenti possano rispecchiarsi. Ora tutti li seguono. \u00c8 per questo che l\u2019immagine per il commercio digitale da statica \u00e8 diventata editoriale, coinvolgente e ambientata. Insomma, la moda evolve come evolve la societ\u00e0, e in un mondo sempre pi\u00f9 digitale e interconnesso la differenza la fa chi riesce a captare per primo \u2013 e trasmettere attraverso l\u2019immagine \u2013 la sensibilit\u00e0, sempre nuova e sorprendente, di un pubblico appassionato di moda. Cosa fare quindi per essere sempre nelle prime posizioni della gara tra i brand? Seguire la domanda: dalla size inclusivity alla gender fluidity, passando per la personalizzazione Perch\u00e9 uno shop online sia veramente efficace deve essere non solo in grado di rappresentare i capi delle collezioni in modo egregio, ma deve anche colpire l\u2019immaginario del consumatore ed essere credibile rispetto a quanto l\u2019azienda racconta a livello di valori di brand. La moda, anche quella online, deve andare incontro alla realt\u00e0 delle persone. Proprio per questo i siti degli e[1]commerce pi\u00f9 rodati stanno personalizzando al massimo l\u2019esperienza dello shopping, creando delle micro-categorie. Si pensi ad Asos, che ha diverse linee di abbigliamento rispetto ad altezza e fisicit\u00e0 promuovendo un concetto di size inclusivity. Altri esempi sono Revolve, Good Americans, Shein, Fashionova. Oggi \u00e8 fondamentale che la gallery online dei marchi di moda dia a tutti i corpi uguale dignit\u00e0 di rappresentazione. Si pensi ad alcuni brand, da Nike a Zalando, che hanno cominciato ad aprire l\u2019immaginario del fashion, anni fa, attraverso un casting pi\u00f9 inclusivo de* modell* o a brand come Levi&#8217;s, Mara Hoffman, Dove, che raccontano senza paura tutti i vari tipi di fisicit\u00e0. O aziende come Gucci, che nel suo shop online promuove sempre pi\u00f9 un corpo genderfluid, raccontando una moda sempre pi\u00f9 \u201cfluida\u201d, che sta scardinando il concetto di mascolinit\u00e0 e femminilit\u00e0 nell\u2019abbigliamento, permettendo a ciascuno di vestire ci\u00f2 che vuole senza che questo implichi una definizione di genere. Insomma, si punta ad avvicinarsi alla realt\u00e0 di chi, quei capi, li indosser\u00e0 per davvero. Le foto vengono ritoccate sempre meno, lasciando in risalto i \u201cdifetti\u201d di chi indossa i capi, consentendo ai clienti di immedesimarsi. Immagini sempre pi\u00f9 vere e inclusive: donne con hijab, persone con disabilit\u00e0 fisiche, smagliature in vista. Per cogliere la richiesta del consumatore reale con prontezza, la tecnologia \u00e8 la chiave Inutile negare che a fare la vera differenza, oltre alla capacit\u00e0 di andare incontro alla richiesta del mercato, \u00e8 la velocit\u00e0 che deve caratterizzare la risposta dei brand al mutare dei gusti e delle abitudini dei consumatori. Si pensi alla corsa fatta nell\u2019ultimo anno per seguire, complice la pandemia e la reclusione in casa, il trend \u201catheleisure\u201d. Molti brand si sono adeguati quasi in tempo reale \u2013 vedi Gucci, Dior, Armani \u2013 all\u2019idea comfort che ha fatto da padrona nelle vite di tutti i consumatori durante il 2020, cavalcando l\u2019onda dello \u201cstay at home\u201d che ci ha accompagnati per i lunghi periodi di lockdown, e quindi riproponendo in chiave fashion capi che prima restavano sepolti nel fondo del magazzino (tute, capi in felpa, maglie oversize, pigiami). Cosa pu\u00f2 fare la differenza nella corsa al consumatore? Analisi predittive, che grazie all\u2019intelligenza artificiale consentono di conoscere in ogni momento i gusti dei clienti, proponendo un\u2019offerta sempre personalizzata. Sistemi di NLP, come chatbot e assistenti virtuali, in grado di migliorare costantemente l\u2019interazione con il cliente, o ancora piattaforme innovative come quella creata da BOOM, in grado di identificare i visual pi\u00f9 performanti per ogni occasione di utilizzo, producendoli poi in modo sistematizzato e scalabile a livello globale. Tutto questo al fine di intercettare i cambiamenti e riproporli online quasi in tempo reale. Insomma, la tecnologia deve essere vista come un trend orizzontale che inevitabilmente aiuter\u00e0 a ridisegnare tutta la filiera dell&#8217;industria della moda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E-commerce: da canale di vendita a mezzo comunicazione che interagisce con il cliente quasi in tempo reale. 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